I Cavalieri di Malta

I CAVALIERI DELL’ORDINE GEROSOLIMITANO 

                                                                     ( Salvatore Rizzeri )

Dell’Ordine  Militare  e  Religioso  di  San Giovanni di Gerusalemme,  più comunemente chiamato dei “ Cavalieri di Malta “, si ha notizia  in Sicilia, e particolarmente a Messina, fin dal tempo del Gran Conte Ruggero, anche se le prime fonti che documentano effettivamente la presenza del Sacro Ordine Militare compaiono solo un secolo più tardi, nel 1171. Stabilire se a Randazzo esistette una Commenda dei Cavalieri Gerosolimitani non è cosa agevole, purtroppo rare o del tutto inesistenti sono, al momento, le fonti documentali riguardanti tale Ordine. I motivi sono ben noti agli studiosi e a quanti seguono le ricerche che fin qui ho avuto modo di pubblicare. Randazzo, Città Demaniale, sede di Corte Capitanale fin dal Secolo XII, residenza estiva per ben cinque secoli dei Sovrani che regnarono sulla Sicilia; fu una delle 12 più importanti città dell’Isola, e la seconda del Valdemone dopo Messina. La presenza, quindi, di un numero elevatissimo di nobili e cavalieri, che in essa risiedevano, nonché la sua posizione geografica di grande rilievo strategico, ( era attraversata dalla cosiddetta “ Via dei Monti “, la più sicura e la meno esposta agli attacchi dei pirati barbareschi per viandanti e carovane che, da Messina, Catania e dalla costa Jonica, dovevano spostarsi verso l’interno dell’Isola e raggiungere Palermo ), le fecero assumere per secoli un’importanza notevole che ci fa supporre, ma non solo, la possibilità della presenza in essa di tale Sacro Ordine Militare.Chi poteva darci l’assoluta certezza circa la sua presenza a Randazzo, documentarci le varie fasi della sua evoluzione, nonché l’elenco, il più completo possibile, degli appartenenti all’Ordine; erano certamente le decine di migliaia di documenti  presenti e ben conservati nei tanti archivi di cui la nostra città era ricca. Archivi di proprietà delle numerose famiglie nobili che qui risiedevano, delle tantissime Confraternite religiose, ( oltre venti ), presenti a Randazzo, ma soprattutto dai registri e dai documenti degli archivi storici custoditi nelle tre grandi Chiese della città, in particolare nel “ Grande Archivio Storico “ custodito nella Chiesa Parrocchiale di San Nicola, la più grande della Diocesi.Purtroppo due eventi catastrofici non ci consentono, oggi, di avere a disposizione quella preziosissima documentazione:a) La distruzione di tali archivi avvenuta nel 1539 ad opera dei soldati ribelli a Carlo V che, giunti a Randazzo e convinti di trovarvi l’Imperatore, la misero a ferro e fuoco per oltre un mese incendiando, fra l’altro, proprio il “ Grande Archivio Storico “ di  S. Nicola.Perdita immane che oggi ci avrebbe consentito di conoscere e documentare tanti lati oscuri, sconosciuti e dubbi della storia della nostra città.b) La perdita di quasi tutti i documenti d’archivio successivi al 1539, avvenuto a causa dei bombardamenti aerei dell’estate del 1943, che distrussero o danneggiarono oltre il 75% delle abitazioni, dei palazzi e delle Chiese della città, privandoci di un patrimonio documentario, artistico ed architettonico di immenso valore. ( Dopo Montecassino, Randazzo e la città d’Italia che ha subito i maggiori danni bellici nel secondo conflitto mondiale ).Cosa ci consente allora di avere la certezza dell’esistenza a Randazzo dei “ Cavalieri dell’Ordine Gerosolimitano “ ?  Dallo studio, di oltre un ventennio, da me condotto sulle Chiese, i Monasteri e  le Confraternite della città, ne viene fuori un dato interessante che riguarda proprio la presenza a Randazzo del Supremo e Sacro Ordine dei Cavalieri di Malta.A Pag. 72 del mio lavoro dal titolo “ Le Cento Chiese di Randazzo “,  rifacendomi  a quanto indicato dal più insigne storico della nostra città: il canonico Don Giuseppe Plumari ed Emmanuele ( 17.08.1770  -  10.1851 ), nella sua  mastodontica opera sulla storia di Randazzo, ecco cosa è possibile leggervi a tal proposito: 

58) CHIESA DI S. GIOVANNI BATTISTA 

“ Questa antica chiesa risalente al Sec. XIII, venne edificata fuori le mura della città, nell’antico  quartiere  dell’Itria  o dei Conciariotti “, [1] così chiamato in quanto proprio per la grande disponibilità di acqua fornita sia dal fiume Alcantara che dal torrente Flascio, che lo attraversano, li si concentrava la totalità delle concerie e delle attività connesse alla lavorazione e trasformazione delle pelli. Sorgeva poco distante dalla Parrocchia di Santa Maria dell’Itria, ( n. 32 ), nei pressi del molino e a poche decine di metri dalla “ Fontana Grande “. Venne successivamente concessa ad una Commenda della Religione Gerosolimitana ( di Gerusalemme – attribuito all’Ordine dei Cavalieri di Malta - ), che l’ebbe per molto tempo. A seguito della disastrosa alluvione del 1682, di cui abbiamo più volte parlato, la chiesa ed il quartiere vennero completamente spazzati via.[2]

Il Clero della chiesa, non ritenendo opportuno ricostruirla, eresse allora la Cappella del Santo nell’attigua chiesa dell’Itria, per cui questa successivamente ne prese la denominazione di S. Giovanni.

Tutt’oggi il luogo in cui si trovava viene denominato “ Timpa di S. Giovanni “.[3] ……… “.

 

Pertanto, non solo la tradizione storiografica, ma anche questo importante e raro documento ci parla dell’esistenza a Randazzo dei Cavalieri dell’Ordine Militare e Religioso di S. Giovanni  di Gerusalemme che, quindi, aveva sede in questa  Chiesa dedicata al Battista e già esistente nel Sec. XIII. Essa  apparteneva proprio “ all’Ordine Gerosolimitano della Commenda di Modica e Randazzo “ . Era dotata di luogo per le sepolture e di fabbricati attigui adibiti a locali per riunioni o verosimilmente funzionanti da ospedale per gli ammalati ed i pellegrini. Nel rispetto della tradizione, nel portale di ingresso era scolpita, almeno fino al 1850, una grande croce di Malta, emblema dell’ordine.

Per completezza dell’argomento forniamo schematicamente l’elenco degli appartenenti all’Ordine e di cui si ha certezza documentale:[4]a)      Cavalieri di Giustizia dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme del Gran Priorato di Messina nati in  Randazzo, ed i cui nomi appaiono in documenti d’archivio relativi a vari processi.  Randazzo era anche sede del Tribunale Ecclesiastico che operò fino ai primi del ‘700  ): 

1)      Fr. D. Filippo Romeo ( 1578 )

2)      Fr. D. Cesare Romeo ( 1620 )

3)      Fr. D. Ottavio Romeo ( 1636 )

4)      Fr. D. Paolo Romeo ( 1638 )

5)      Fr. D. Francesco Romeo ( 1650 )

6)      Fr. D. Giovanni Pietro Romeo ( 1704 )

b)      Cavalieri di Giustizia dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme del Gran Priorato di Messina nati in Randazzo, di cui ne danno notizia gli storici municipali: 

1)      Fr. D. Angelo da Taranto, dei baroni di  Castanea  ( 1410 )

2)      Fr. D. Cesare Ficarra, dei baroni di Cianciana ( 1420 )

3)      Fr. D. Errigo Signorino, dei baroni del Cattaino ( 1420 )

4)      Fr. D. Simone Comite, oriundo da Messina ( 1540 )

5)      Fr. D. Basilio Comite, oriundo da Messina ( 1571 )

6)      Fr. D. Prospero Pugiades, professo ( 1578 )

7)      Fr. D. Pietro Orioles, figlio di Pietro Paolo barone di San Piero Patti ( 1578 )

8)      Fr. D. Giuseppe Romeo ( 1578 )

9)      Fr. D. Zenobio Signorino, dei baroni del Cattaino ( 1585 )

10)  Fr. D. Cesare Pugiades, non professo ( 1588 )

11)  Fr. D. Pietro Romeo ( 1590 )12)  Fr. D. Cesare Romeo ( 1627 ). 

c)      Cavalieri di Giustizia dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme del Gran Priorato di Messina, oriundi di Randazzo, per nascita, di cui ne danno notizia gli storici municipali: 

1)      Fr. D. Paolo Romeo – Sardo, di Messina ( 1545 )

2)      Fr. D. Adario Gartani – Ficarra, di Catania ( 1574 )

3)      Fr. D. Giuseppe Procopio – Ficarra, di Messina ( 1614 ).                                                                                                          

 

 


[1]   S. C. Virzì – La Chiesa di S. Maria di Randazzo  Pag. 69.

[2]   A.C.S..M. – Libro Rosso - , Libro IV pagg. 142 – 144.

[3]   S. Rizzeri – Le Cento Chiese di Randazzo – Ediz.2008, n. 58, pag. 72.

[4]   La ricerca sugli appartenenti all’ordine è stata curata da Gaetano Scarpignato.