Un'enigma antico otto secoli
UN'ENIGMA ANTICO OTTO SECOLI
di
Guido Di Stefano
Avevamo notato quelle singolari “ arenarie “ murate nelle fabbriche di Randazzo, per nasconderle o per sottrarle alle ingiurie del tempo e degli uomini. Avevamo anche supposto che originariamente fossero parti di un unico gruppo scultorio, quale porzione del basamento e quale opera figurata. ( Tale è l’interpretazione che ne da anche l’amico Salvatore Rizzeri ).Poi, legiucchiando pagine di storia patria, ci siamo decisi. Così in una luminosa domenica di giugmo, compagno volenteroso l’Architetto Giovanni D’Amico, le abbiamo fotografate. Quindi ve le sottoponiamo in uno con la nostra “ incerta “ e, forse, fallace interpretazione dell’enigmatica incisione che verosimilmente spiegava l’occulto significato del “ signum “.Anticipiamo che i nostri sono “ liberi “ pensieri. Specifichiamo, inoltre, che per noi la “ I “ con tre vertici triangolari potrebbe simboleggiare la Divinità o il sommo potere o la somma conoscenza o financo l’Isola di Sicilia o parte di essa; la “ V “ con taglio intermedio potrebbe sostituire una doppia U o una doppia V, oppure U e V insieme; e la doppia “ F “ potrebbe essere tale o camuffare anche due S, secondo una incerta grafia medievale. Queste sono le nostre prime impressioni:

- DEI CASA OMNIPOTENTIS SOLI STAT UBI VIR SIGNAT
( oppure: UBI VIDET SIGNUM ).
La Casa di Dio Unico Onnipotente sta là dove l’Uomo indica, oppure là dove è rivolta la statua.
- DEI CASA OMNIUM FIDENTIUM FIT UBI VIR SIGNAT
( oppure con la variante proposta ).
La casa di tutti i fedeli di Dio si trova dove l’uomo indica.
( o come in variante ).
Ovviamente, ad esempio, iniziando con “ Isola di Sicilia “ e legando la “ O “ ad “ Officina “, il messaggio sarebbe “più tecnico".