I Templari a Randazzo

I TEMPLARI A RANDAZZO

di

Salvatore Rizzeri 

Da autentico appassionato di storia medievale della  città che mi ha dato i natali,  non potevo esimermi dall’approfondire un particolare argomento che nel corso delle mie ricerche avevo avuto modo di constatare. Randazzo è una cittadina le cui origini si perdono nella notte dei tempi e che nonostante l’immane disastro dei bombardamenti aerei Anglo-americani del Luglio-agosto 1943 che distrussero il 75% della città, ( La seconda in Italia dopo Montecassino per danni bellici ), conserva ancora un patrimonio artistico e monumentale tra i più importanti della Sicilia.

Proprio a seguito di queste mie ricerche, l’anno scorso, ho avuto modo di scoprire come questa cittadina medievale, che già si sapeva essere stata sede di una importante Commenda dei Cavalieri Gerosolimitani, negli anni che vanno tra l’inizio del XIII ed il XIV secolo fosse divenuta, se non la Capitale Templare dell’Isola, certamente una delle più importanti sedi dell’Ordine dei Cavalieri del  Tempio di Gerusalemme della Sicilia. Quali i motivi che determinarono la nascita di questo ricco e potente ordine a Randazzo, quali le tracce e la documentazione tutt’ora esistenti.

Per quanto attiene il primo quesito la risposta è molto semplice: Randazzo fu città Demaniale per decreto di Federico II d’Aragona, sede di Corte Capitanale e di Tribunale Ecclesiastico ( esistono ancora i documenti dei processi celebrati ), la sua giurisdizione si estendeva su oltre trenta tra comuni e casali della valle. A Randazzo, nel periodo delle guerre con Tancredi, vi soggiornò Federico II di Svevia con la madre Costanza, tornandovi successivamente nel 1197, dopo l’investitura del Regno e ancora nel 1210 assieme alla giovane moglie per sfuggire la peste che imperversava a Palermo. Randazzo, dopo Messina, per secoli fu la seconda città per importanza del “ Val Demone ”,  da qui passava la “ Trazzera Regia “ o Via dei Monti, unica arteria attraverso cui era possibile raggiungere Catania, Messina e Palermo, senza esporsi agli attacchi dei pirati barbareschi che infestavano le coste della Sicilia. A Randazzo per secoli i Re di Sicilia, assieme a tutta la corte, usavano trascorrere i quattro mesi estivi ( e’ qui che Manfredi si fece incoronare Re di Sicilia, sempre a Randazzo nacque il primogenito di Federico II d’Aragona, a cui venne conferito anche il titolo di Duca di Randazzo ). Sempre a Randazzo nel 1088 giunse Papa Urbano II, il Papa della 1^ crociata, celebrando messa nella Chiesa di Santa Maria, in quanto di rito latino, per proseguire poi verso Piazza Armerina dove incontrerà il Gran Conte Ruggero, col quale avrà discusso probabilmente anche di questo argomento. Qui  l’8 Settembre 1282 pone la base del suo esercito il Re Pietro I° d’Aragona nella guerra del “ Vespro “ contro gli Angioini.

Potrei ancora continuare sugli avvenimenti militari che la caratterizzano nei secoli, ma credo che quanto fin qui accennato dia sufficiente garanzia del fatto che la presenza di armati, cavalieri e regnanti era notevole e costante nella città, se a ciò aggiungiamo il fatto che è certa la partecipazione ad una delle Crociate ( forse la quarta ) di cavalieri appartenenti alla nobile famiglia “ Rumolo “, si capisce bene come proprio nel periodo che va dal 1.200 fino allo scioglimento dell’Ordine, venne a costituirsi ed operò la potente Commenda Templare di Randazzo, Essa aveva sede  proprio a “ Borgo San Nicolao “ di proprietà  dei Rumolo, che con molta probabilità ne furono i fondatori. Tutt’oggi è ancora possibile ammirare la chiesetta sul cui portale d’ingresso vi è incastonata una grande pietra con il simbolo della Croce Templare ed inciso l’anno 1302.

Un’altra traccia è riscontrabile presso l’antico Monastero fortificato di Santa Maria della Stella nel feudo di Spanò. Sorto nel 1263 su quelle terre ebbe giurisdizione l’Abbazia di Santa Maria di Randazzo fin dalla concessione fatta da Papa Urbano II nel 1088,. Il Castello di Spanò fu una fortezza dei monaci Cistercensi e Templari lungo il Simeto. Dal Sec. XIV  il feudo dipese dal Capitano di Giustizia di Randazzo, e ancora oggi appartiene al comune. Rimangono un edificio sacro e la torre con interessanti testimonianze.[1]

Ma le tracce piu’ importanti relative alla presenza Templare a Randazzo ho avuto modo di riscontrarle nel monumento piu’ insigne della citta:

 

 BASILICA PONTIFICIA DI SANTA MARIA

 

Ecco in sintesi cosa ho avuto modo di notare:

1)      Anno di costruzione 1217 – 1239 ( Progettata da un certo Arch. Leo Cumier ? ? forse di origine Lombarda  ),

2)      La  costruzione venne diretta dall’Architetto Templare Giacomo da Lentini,

      3)      La Chiesa è orientata con l’Abside verso Est ( L’Oriente ) come tutte le Chiese Templari,

4)      E’ dedicata alla Vergine Maria,

5)      La primordiale costruzione era in stile prettamente Gotico,

6)      Sulla facciata di mezzogiorno sono presenti, scolpiti sulla pietra, numerosi simboli veramente inquietanti:

 

L'antico stemma della città di Randazzo

 

“ L’antico Stemma di Randazzo, quale antichissima città demaniale, era in realtà un Cavallo Rampante in campo azzurro. Il cavallo simbolo del valore e dell’intrepidità è il vero simbolo del cavaliere. Ormai in disuso e sconosciuto ai piu’ venne successivamente sostituito da un Leone d’oro su campo rosso. “ . Del resto è ormai certo che Randazzo se non ebbe il ruolo di Capitale Templare dell’Isola, fu certamente Capitaneria dei Templari ". Nulla vieta quindi di pensare che furono proprio i Cavalieri del Tempio a imporre il cavallo quale stemma della città tra il XIII° ed il XVI° secolo. L’originario stemma venne successivamente  “sopraffatto” da parte del Leone, magari nobiliare, come si è detto in precedenza, od esotico. D’altra parte la strana doppia coda del leone è riconducibile all’effetto visivo di doppia coda, che in alcuni movimenti il cavallo crea. Altra prova di quanto fin qui affermato la ritroviamo nei resti deturpati di una lapide in marmo, ancora presente a Randazzo, su cui è inciso uno stemma da cui è  possibile notare lo zoccolo del cavallo sormontato da mezza luna.[1]

                                                           


[1] V. Palizzolo Gravina – Dizionario storico araldico della Sicilia – Tav. 84

    

[1] S. Rizzeri – Le Cento Chiese di Randazzo, n. 6  pag. 22