La Basilica di Santa Maria

 LA BASILICA DI SANTA MARIA

di

Salvatore Rizzeri

 

  • La costruzione attuale risale al periodo che va dal 1217 al 1239 come ci afferma una epigrafe a caratteri gotici scolpita nella base di un pilastro della chiesa sotto la sacrestia. Esterno:La sua struttura muraria è in conci squadrati di basalto in cui, ad arte, sono state eliminate nelle connessure le tracce di malta. Manomessa dai numerosi restauri o per rifacimenti improntati a criteri stilistici diversi, mostra, nelle condizioni attuali, come parti originarie:  
  • 1)  la cortina muraria di nord e di sud;
  • 2)  le tre poderose absidi di cui abbiamo già precedentemente detto. 
  • La storia artistica del complesso architettonico della chiesa non è semplice, sorta come tempio della " Madonna del Pileri ", alla fine del secolo XVI subì la prima trasformazione nell'interno ad opera del grande architetto toscano del Senato messinese ANDREA CALAMECH ( 1524 - 1589 ). Dal pesante e cupo stile gotico originario essa venne trasformata su linee rinascimentali alla maniera del Brunelleschi, con elementi Siculo-catalani. ( Tre navate con colonne monolitiche a Croce latina, con Altare Maggiore e stucchi sulle pareti ). Viene completata nel 1594, ed è molto simile, nel suo interno, alle chiese di S. Lorenzo e S. Spirito di Firenze. Altra trasformazione avvenne alla fine del sec. XVIII ad opera di un altro grande architetto siciliano, il palermitano G.VENANZIO MARVUGLIA ( 1729 -1814 ).Si creò un transetto e venne innalzata la cupola; ciò che rimaneva della linea gotica ha lasciato definitivamente il posto al rifacimento rinascimentale a colonne laviche monolitiche di grandissimo effetto architettonico, il cui nero metallico spicca sul bianco dell'intonaco, dando risalto alla solennità delle linee. Nel decennio 1852 - 1863 l'architetto siracusano FRANCESCO SAVERIO CAVALLARI ( 1800 - 1896 ), completò la facciata e ricostruì il fatiscente campanile, ispirandosi fortunatamente ad esempi normanni della capitale, creando così un complesso architettonico di grande effetto grazie anche alle modanature in calcare di Siracusa, molte delle quali sono originali e appartengono al vecchio campanile diroccato, costruito nel secolo XIII da un " Magister Tignosus ". I capitelli delle finestre sono tutti diversi e riproducono soggetti della flora e della fauna locale.Singolarissimi, come li definisce il Virzì, i portali quattrocenteschi di tramontana e di mezzogiorno, quest'ultimo di sapore catalano-rinascimentale con elementi tardo aragonesi. Ornamento di grande pregio artistico, appartenente a scuola pisana, è la statuetta marmorea della Madonna collocata nella lunetta superiore. Particolarmente degno di nota è lo stemma marmoreo della città che spicca nella facciata nera di sud-est della chiesa.  L'interno della Basilica è ricchissimo di opere d'arte di varia natura, ci limiteremo qui a farne una elencazione la più completa possibile, rimandando il lettore ad altre opere che meglio descrivono le loro caratteristiche e la loro interessante storia:  
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  • 1) Misure Aragonesi – Sec. XIV. 
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  • Per antica concessione la chiesa godeva il privilegio della conservazione delle misure tipo dei cereali e dei liquidi: il Moggio e l'Orcio, la loro capacità è rispettivamente di litri 22 e litri 9.Sono di pietra, molto pesanti in modo che nessuno potesse asportarle, e vi è scolpito sopra lo stemma aragonese. 
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  • 2) Ignoto: Fonte Battesimale – 1565.    
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  • E' un pezzo pregevolissimo di scultura in marmo bianco della scuola messinese a forma leggermente ottagonale. 
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  • 3) Francesco Finocchiaro: Battesimo di Gesù – 1895.  
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  • Si tratta della copia di un dipinto esistente nel Duomo di Ferrara eseguita da questo pittore randazzese di cui poco sappiamo. Emigrato negli Stati Uniti fece una grossa fortuna e le sue opere furono ben apprezzate. 
  • 4) Onofrio Gabriello ( 1616 - 1706 ) : Martirio di San Lorenzo.
  • 5) Giovanni Van Houmbraken ( sec. XVII ) :  Crocifissione – 1656.   
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  • La pittura ha le tipiche caratteristiche dell'arte Caravaggesca, i suoi violenti e freddi chiaroscuri le fanno assumere, pertanto, un alto effetto cromatico. A giudizio di illustri maestri d'arte e di critica, è tra le migliori tele che possiede la chiesa. 
  • 6) Girolamo Alibrandi ( 1470 - 1524 ) : Salvezza di Randazzo – sec. XVI.
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  • La Madonna è nell'atto di pregare il Signore affinchè la lava dell'Etna risparmi Randazzo. Molto bella la visione d'insieme della città come era nel 1500, con le tre cattedrali ed il castello facilmente riconoscibili. 
  • 7) Giuseppe Velasquez ( 1750 - 1827 ) : Sacra Famiglia – 1823.   
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  • Dei sei dipinti di questo autore presenti nella chiesa, è artisticamente il meno pregevole. Si tratta certamente di un quadro di bottega eseguito sicuramente dagli allievi del maestro. 
  • 8) Giuseppe Velasquez ( 1750 - 1827 ) :  L’Assunzione di Maria Vergine – 1810.  
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  • E' uno dei pochi quadri del maestro ad essere stato firmato.  La firma si trova sul piano di una pietra. Nell'urna sotto l'altare si trovano le reliquie del Beato Luigi Rabatà martire randazzese del sec. XV. In fondo alla navata di destra, nella Cappella del Crocifisso, troviamo altre tre opere d'arte di grande pregio artistico. 
  • 9) G. Domenico Sgarlata – Sec. XVI : Tomba a mausoleo della Baronessa Giovannella De Quatris – 1564.

    L'opera è in pietra basaltica e si trova collocata nella parete destra della Cappella del Crocifisso. Il mezzobusto in marmo bianco è opera del primo ottocento eseguito da uno sconosciuto artista palermitano.

    10) Frate Umile da Petralia ( 1601 - 1639 )  - Al secolo Giovanni Pintorno, Francescano. Crocifisso ligneo Sec. XVII.

    Si trovava nel Monastero di S. Maria di Gesù, bruciacchiato e mal ridotto dagli eventi bellici, venne restaurato nel 1976 dall'artista randazzese prof. Nunzio Trazzera. 

    11) Giovanni Caniglia sec. XVI : Dormizione, Assunzione ed Incoronazione di Maria V. – 1548.    

    Pittura ad olio su tavola di pioppo. Si trova allocato nella parete di    sinistra della Cappella del Crocifisso, il quadro è datato ( 1548 ) e firmato in basso a sinistra. Si ritiene che questo dipinto abbia ispirato il progettista del carro trionfale della " Vara ", che è appunto dello stesso periodo. 

    12) Giuseppe Velasquez ( 1750 - 1827 ) : Incoronazione di Maria V. – 1810.    

    Don Virzì commentando l'opera, in uno dei suoi tanti scritti, afferma che in questa tela " traspare tutto l'amore dell'autore alla grandiosità iconografica e al cromatismo più vario ". 

    13) Pietro Vanni ( 1845 - 1905 ) : Madonna col Bambino – 1866.    

    Collocata sull’Altare maggiore, l’immagine della Madonna è ritratta seduta su un massiccio trono con in braccio il Bambino che sparge con le sue manine un cumulo di rose.  

    14) Gaspare Guercio – Sec. XVII : Altare Maggiore – 1663.    

    Pregevolissima opera in tarsia del sec. XVII di scuola palermitana in cui concorrono tutti i motivi ornamentali dell’arte barocca.    

    15) Ignoto - sec. XVI : Ciborio marmoreo – 1593.   

    Si trova nella Cappella del Santissimo ed è opera appartenente alla scuola messinese. 

    16) Ignoto - sec. XIV : La Pentecoste.

    Si tratta di una buona opera del 1400, posta sulla parete di sinistra del Coro è stata eseguita su tavola.  Molto singolare la testa che si affaccia sull'angolo sinistro in basso della tela: si tratta forse del volto dell'autore che ha voluto immortalarsi!

    17) Giuseppe Velasquez ( 1750 - 1827 ) : Annunciazione di Maria Vergine – 1810.    

    La tela si trova sull'altare del transetto a sinistra. 

    18) Giuseppe Velasquez ( 1750 -1827 ) :  Martirio di S. Andrea – 1820.     

    Opera di grande pregio artistico per la quale il maestro richiese una somma maggiore di quella pattuita. E' il secondo dei sei quadri eseguiti dall'artista per la chiesa ad essere firmato ( in basso a destra ). 

    19) Ignoto - sec. XIII : Affresco della Madonna del “ Pileri “.

    Nel corso dei secoli questo affresco, molto venerato in passato, ha avuto diverse sistemazioni all'interno della chiesa. Dopo l'ultimo restauro avvenuto nel 1962 è stato definitivamente sistemato sulla porta di tramontana nella navata di sinistra. Molto bella ed interessante la storia di quest'opera che viene narrata nel quadretto appeso sotto di essa.

    20) Daniele Monteleone :  Martirio di S. Sebastiano – 1614.   

    Il dipinto di questo bravo artista siracusano risente molto degli influssi e della scuola del Caravaggio.  

    21) Onofrio Gabriello ( 1616 - 1706 ) :  Martirio di Sant’Agata – Sec. XVII.     

    Cresciuto alla scuola pittorica messinese, questo grande artista randazzese, animo inquieto e rivoluzionario, ha lasciato nella sua città natale numerose opere pittoriche.  

    22) Giuseppe Velasquez ( 1750 - 1827 ) : Martirio dei Santi Filippo e Giacomo – 1820.  

    23) Filippo Tancredi ( 1655 – 1725 ) : Affreschi della volta – Sec. XVII.

    In origine le scene dipinte erano sicuramente sette, mentre attualmente ne esistono soltanto cinque, essendo state distrutte le altre due in occasione della creazione del transetto e della cupola.

    a)  L’Annunciazione;

    b)  La visita a S. Elisabetta;

    c)  La presentazione al Tempio di Maria V.

    d)  La Purificazione;

    e)  Circoncisione.                                                                                                                                 

    Ci siamo limitati ad elencare solamente parte delle opere d'arte che la Basilica detiene, quelle cioè fruibili al pubblico, ma la chiesa possiede anche    un ricchissimo “ Tesoro “ con oggetti sacri in oro, argento e pietre preziose di alto valore artistico. Per ovvi motivi di sicurezza e non disponendo la  chiesa di locali idonei, per il momento non viene esposto al pubblico. Un ultimo colpo d’occhio alla facciata e allo snello campanile della Basilica, unici nella loro splendente bicromia, ove spiccano, fra l’altro, gli angioletti che fanno da mensola ai fianchi delle due porte laterali e i capitelli del campanile, tutti diversi l’uno dall’altro, e volgiamo subito lo sguardo ad altre meraviglie artistiche meritevoli della nostra attenzione.  


      S. Rizzeri  - Le Cento Chiese di Randazzo - Ediz. 2008,  n. 118