Padre Luigi Rabatà
PADRE LUIGI RABATA’
( Monte S. Giuliano ( TP ) 1420 - Randazzo 2 Maggio 1490 ).
Di Brillante ingegno e cospicue virtù, una volta compiuto il tirocinio filosofico e teologico ed ordinato Sacerdote, fu mandato nel convento di San Michele in Randazzo. Eletto, contro il suo volere, Priore non tralasciò cosa, né persona, ne azione atte a restaurare ed ingrandire il suo convento. La sua predicazione e molto più la sua vita esemplare fecero breccia nel cuore dei Randazzesi che numerosi accorrevano a frequentare quella chiesa dove, spesso, si operavano dei prodigi. Angelo di purezza ed umile di cuore dedicava il poco tempo libero alla cura dei poveri e dei sofferenti, alla preghiera ed alla penitenza. Così andò di ascensioni in ascensioni sino a raggiungere la cima del monte della santità che culminò nell’eroismo di un perdono pieno e generoso per colui che senza una ragione, proditoriamente lo colpiva in fronte con una freccia la cui ferita, dopo vari mesi di tormenti, lo condusse alla morte. Rimase ignoto il nome dell’assassino perché il Beato interrogato con insistenza non volle assolutamente rivelarlo. Il suo corpo venne seppellito sotto l’altare maggiore della chiesa del convento e li rimase per oltre quattrocento anni. Il 10 Dicembre 1841 il Papa Gregorio XVI, riconoscendone i miracoli, lo proclamava Beato. La sua patria di origine volle una sua Reliquia e si ebbe l’osso di una gamba; anche Trapani ne desiderò e fu appagata con la parte inferiore del Teschio. Il 13 Agosto 1913 i suoi resti venivano traslati, in forma solennissima, nella Basilica di Santa Maria e posti in un’urna nella navata di mezzogiorno sotto l'altare dell'Assunzione, ove tutt'oggi è possibile ammirarli.