Il Periodo Siceliota

 Il periodo Siceliota

Diodoro Siculo ricorda una Trinacia o Triracia, vasta città dei Siculi, che alcuni storici moderni identificarono con la contrada ad est di Randazzo, denominata oggi Cittavecchia e che si estendeva, attraverso le balze del Fiume Alcantara e la pianura, fino alle Cube di Mischi e di S. Anastasia, dove alla fine dell’800 è stata scoperta una necropoli. L’antica città, fondata dal Re Siculo Trinaco, rimase indipendente alla soggezione greca finchè, dopo una tenace resistenza dei suoi abitanti, nell’anno 440 a.C., venne distrutta dai Siracusani. A questo proposito ecco cosa scrive Luigi Pareti: “ Il sopravvento di Siracusa apparve più evidente quando nel 440 a.C. Ducezio, ultimo Re dei Siculi, morì di malattia ed i Siracusani si proposero di rendersi suddite tutte le città sicule, eliminando l’unica di esse che, forte popolosa e tutt’ora indipendente, poteva rimettersi a capo di una nuova liberazione: Trinacia. Le forze dei siracusani e dei loro alleati bloccarono quella città, non sorretta da nessun’altra, ma gli abitanti si difesero virilmente con la morte di molti. Gli altri, fatti prigionieri, vennero venduti come schiavi, mentre Trinacia veniva rasa al suolo e si mandavano a Delfi doni votivi con le spoglie “ Pertanto, se nella contrada S. Anastasia, ritroviamo reperti archeologici che ci conducono fino all’età Bizantina, è probabile che sulle rovine di Triracia sia sorta, o si sia sovrapposta un’altra città, che possa essere identificata con “ Tissa “.