I Musei di Randazzo

I Musei di Randazzo

I MUSEI DI RANDAZZO

 

MUSEO CIVICO DI SCIENZE NATURALI

 

Il Museo di Scienze Naturali venne istituito nel 1983, al fine di consentire la conservazione e la corretta utilizzazione della  “ Collezione Ornitologica Priolo “ nei luoghi ove è stata realizzata ad iniziare dagli anni trenta.

Il Museo ha lo scopo di contribuire al progresso ed alla diffusione della cultura naturalistica oltre che alla tutela dell’ambiente ed al rispetto di ogni forma di vita. Tale scopo viene perseguito attraverso due vie: la prima, didattico-educativa, si concretizza nell’allestimento di sale da esposizione, nonché nell’attività di divulgazione, attraverso visite guidate, conferenze, ecc. La seconda via si realizza attraverso il reperimento, la conservazione, l’incremento e lo studio delle raccolte naturalistiche, accessibili a tutte gli specialisti che ne facciano esplicita richiesta.

Il Museo è stato inaugurato l’8 Luglio 1989. Da allora si è avuto un costante incremento dei visitatori che oggi si attesta intorno alle oltre 25.000 presenze annue, costituite in gran parte da gruppi scolastici provenienti non solo dalla Sicilia ma anche da altre regioni d’Italia.

La Collezione Ornitologica Priolo, che attualmente costituisce il nucleo principale del Museo, è composta da 2.250 esemplari, appartenenti a 389 specie diverse. L’avifauna italiana è rappresentata nel Museo da 327 specie, praticamente quasi tutte quelle sedentarie e di passo regolare, oltre ad alcuni irregolari o addirittura occasionali.

Un secondo nucleo di notevole consistenza è costituito dalle Collezioni naturalistiche di Luigi Lino, che annovera fossili, minerali, rocce, conchiglie, ecc. raccolti soprattutto in Sicilia nel corso di una più che trentennale attività, compiendo vere e proprie opere di salvataggio in extremis, da terreni stravolti da sbancamenti, dalle cave, dalle reti dei pescatori, oppure mediante scambi con appassionati e studiosi italiani e stranieri. Alla base di questa attività il desiderio di conoscere la Storia Naturale ed un grande amore per tutte le forme inventate dalla Natura, finalizzati alla diffusione della cultura naturalistica indispensabile alla protezione del patrimonio naturalistico-ambientale in rapido declino.

Una sala espone pregevolissimi campioni della Fauna Esotica appartenenti alla Raccolta del dott. Girolamo Priolo, mentre lungo i corridoi è possibile ammirare una interessantissima Collezione di Farfalle e Coleotteri.

La sistemazione e descrizione delle sale di esposizione è stata fatta con competenza e professionalità; in particolare la Sala n. 1)  ( Geologia )  e la Sala n. 2)  ( Fauna Marina )  sono state curate da Luigi Lino, mentre il corridoio e le altre Sale, che riguardano la parte Ornitologica, sono state curate da Angelo Priolo.  A loro và la nostra stima, ammirazione e gratitudine.

IndirizzoVia Umberto, 118, 95034 Randazzo CT

Orari Aperto ⋅ Chiude alle ore 19 – Tel. 095 921615

MUSEO ARCHEOLOGICO
PAOLO VAGLIASINDI

 

La collezione Vagliasindi è una delle più importanti attestazioni archeologiche della zona Etnea. Nata dagli scavi effettuati in proprio dal Barone Vagliasindi tra il 1885 ed il 1890 nel suo noccioleto di Contrada S. Anastasia, a 6 Km circa da Randazzo, costituisce ub unicum nel suo genere per l’abbondanza e la varietà di reperti di cui si compone. Il Vagliasindi rinvenne nel terreno di sua proprietà una vasta necropoli per lo più costituita da tombe alla “ Cappuccina “, cioè formate da grossi tegoloni disposti a spiovente. Attraverso lo scavo che venne effettuato fu prelevato il vasellame più bello e probabilmente più integro, mentre venne lasciato il materiale ritenuto più scadente perché non decorato. Del resto bisogna ricordare che in tutte le necropoli legate a centri siculo-greci, la presenza di materiale di fabbricazione greca è numericamente inferiore rispetto a quello di produzione locale.

Purtroppo non esiste un diario degli scavi, non sappiamo, quindi, quante fossero le sepolture scavate e come i vari oggetti fossero associati nelle varie tombe, così da poterle datare singolarmente; non possiamo ricostruire l’estensione della necropoli ed il suo variare nel tempo e nella ricchezza dei corredi, e di conseguenza le vicende storiche e socio-economiche del centro cui apparteneva.

Dopo i primi ritrovamenti e i primi scavi effettuati direttamente dal Barone Paolo Vagliasindi, la Direzione delle Antichità di Palermo prese contatti con il proprietario del fondo ed ottenuta l’autorizzazione, con un regolare accorso stipulato in presenza di un Notaio, nel 1889 e nel 1890 furono compiute due regolari campagne di scavi sotto la direzione dell’architetto Matricolo.

Le ricerche portarono al ritrovamento di una grande quantità di tombe, con numerosissimi oggetti di corredo. Purtroppo non fu mai pubblicata una relazione dello scavo e solo pochi reperti sono esposti al Museo di Palermo, mentre la gran parte degli oggetti giace accatastata in ceste negli scantinati del Museo. A tal proposito sarebbe opportuna una richiesta da parte dell’Amministrazione Comunale di Randazzo al fine di riportare tali inutilizzati reparti nel Museo di Randazzo, luogo di origine e di ritrovamento degli stessi.

Vent’anni dopo, un’ultima esplorazione fu tentata per disposizione del grande Paolo Orsi, l’infaticabile scopritore della realtà archeologica siciliana. Una spedizione capitanata da Rosario Carta, disegnatore ed assistente dell’Orsi, scoprì una sessantina di sepolcri, contenenti pezzi di non particolare pregio, che andarono ad arricchire il Museo di Siracusa. La collezione, danneggiata durante i bombardamenti del Luglio-Agosto 1943, ha trovato degna collocazione nelle stanze al primo piano del Castello Svevo. 

Indirizzo: Via Castello 1, - Randazzo, Sicilia.

Tel. +39 095 799 0064

 

MUSEO DEI PUPI SICILIANI

 

Il Museo, inaugurato nel 1998 ospita la Collezione di Pupi Siciliani, acquistata dal Comune grazie a un contributo della Regione Siciliana. Esistono differenze marcate tra le due principali scuole "pupare" dell'isola e cioè Catania e Palermo. I 21 pezzi ospitati a Randazzo appartengono alla scuola catanese e risalgono agli inizi del novecento. Sono esposti i pupi che, come tradizione vuole, venivano e vengono tuttora utilizzati per portare in scena varianti delle chansons de geste dell'epoca di Carlo Magno e dei suoi paladini. I pupi fanno parte di un “mestiere” del “puparo” messinese Cavaliere Ninì Calabrese, che è stato uno dei più importanti operanti degli inizi del ‘900. Esistono differenze marcate tra le due principali scuole “pupare” dell’isola, e cioè quella catanese e quella palermitana. In una sala del Castello Svevo, ricavata nel terrapieno durante i lavori di restauro, e destinata anche a conferenze, mostre, manifestazioni culturali, ha trovato sistemazione la collezione di marionette. I pezzi ospitati in questo museo di particolare interesse etno-antropologico, sono tutti vestiti, come vuole la migliore tradizione, in abiti guerreschi, rappresentano il ciclo famoso della “chanson de geste” dei francesi. Le armature sono state ricostruite intorno agli anni 1912 – 1925, da Emilio Musumeci, valente costruttore di armature di Riposto, allievo del famoso costruttore Puddu Maglia. Parte dei pupi, appartenenti alla stessa collezione, si trova presso il Museo Palermitano delle Marionette. I personaggi sono quelli più famosi che da sempre appassionano grandi e piccoli: Orlando, Rinaldo, Morgante, Goffredo di Buglione, Bradamante, Carlo Martello, Gano di Maganza, Rodomonte di Algeri, Ferraù di Spagna, Ginamo di Bajona, Dudone della Mazza, Guidone Selvaggio e tanti altri. Un culto tradizionale della bella e “colorita” terra di Sicilia. La collezione è stata arrichita da altri 15 Pupi Siciliani, recentemente acquistati dal Comune. I nuovi Pupi (Re Lubrica, Erminio, Ruggero dell'Aquila Bianca, Sacripante...) conferiscono un maggior prestigio alla vecchia collezione, ora pressochè completa. Il visitatore può infatti ammirare quasi tutti i personaggi che a lungo hanno animato una delle rassegne culturali più importanti della nostra isola: l'Opera dei Pupi.

 

Via Bonaventura, ang. SS 116 - 95036 Randazzo (CT)

0957991611

Informazioni
Apertura: martedì-venerdì 9-13; sabato 9-13, 14.30-19; domenica 9-13, 14.30-19. Apertura/Chiusura annuale: sempre aperto
Condizioni di visita: ingresso a pagamento. Possibile biglietto cumulativo per i tre musei.