La Chiesa dell'Annunziata

La Chiesa dell'Annunziata

CHIESA DELL'ANNUNZIATA

di

Salvatore Rizzeri

 

Si tratta della vecchia Chiesa un tempo dedicata a San Silvestro Papa. La chiesa ad unica navata è stata rifatta e restaurata nell'anno 1856 (una lapide nell'interno ricorda tale avvenimento). Ma la primitiva ed originale costruzione dovrebbe senz'altro risalire al periodo Normanno-Svevo, ci inducono a pensarlo non solo il portale d'ingresso, ma soprattutto l'occhialone della facciata che ci richiama i rosoncini ad " oculus " tanto presenti nelle vecchie Chiese di Randazzo (S. Maria della Volta, S. Vito, Signore Pietà, Agathoi, Santo Stefano), che è senz'altro indice di una costruzione precedente a tale epoca. Sul lato di ponente, inoltre, si conserva un portale in pietra lavica di linee secentesche a pinnacoli, che dà accesso alla piccola Sacrestia della Chiesa e che in parte ricorda quello della chiesa di Santa Barbara. Il portale d'ingresso, in cima ad una piccola scalinata, datato 1584, è in pietra lavica. Le due colonne a capitello Ionico che lo delimitano poggiano su plinti di media dimensione, sul cui frontespizio l'ignoto scultore ha voluto raffigurare immagini infernali. La trabeazione orizzontale di coronamento del portico è sormontata da un timpano a forma semilunare. Il portale di mezzogiorno, anch'esso in pietra basaltica, è invece di costruzione più recente ( 1930 ). Esso è più ampio del primo, al fine di consentire il transito del gruppo scultorio dell'Annunziata in occasione della festa che viene celebrata la prima domenica di Giugno. 

 

La Chiesa fu anche sede di una fra le più antiche Confraternite presenti nella città: quella della  "Xiabica", fondata secondo Don Virzì dai padri Gesuiti nell'anno 1686, ma che potrebbe benissimo derivare la propria origine da colonie di marinai Pisani e Genovesi senz'altro presenti nella nostra città tra il XV ed il XVI secolo, ( Xiabica è infatti una particolare rete da pesca ); se così fosse le origini di tale Confraternita sarebbero ancora più antiche.

Fu certamente iniziativa di questa Confraternita la realizzazione della cappella più grande ed interessante della chiesa, con le pareti completamente affrescate e soprattutto l'altare in legno scolpito ed intarsiato. (Le colonie di Pisani e Genovesi presenti in Sicilia, e quindi a Randazzo, commerciavano in legname ricavato dai ricchi e numerosi boschi dell’Isola e che inviavano in liguria e toscana per la costruzione delle loro flotte). Al centro di questo meraviglioso altare campeggia il quadro dell’Annunziazione, (sec. XVI), di anonimo. Opera ingenua e mal composta, in cui la disposizione dei colori rivelavano una mano inesperta nella tecnica. Essa però, da tracce visibili quà e là, fece sospettare che fosse un rifacimento di un antico quadro che sotto le soprastrutture del restauro avrebbe potuto nascondere una qualche opera di vecchio maestro. Affidato alla Soprintendenza e fatti gli opportuni assaggi, ne venne fuori un'opera assai pregevole del Sec. XVI, tra i più belli che possiede la chiesa. L’altare e il quadro, abbisognerebbero di un immediato restauro, così come il piccolo organo a canne di cui la chiesa è dotata. Estintasi nel Secolo XVIII, la Chiesa passò alla nuova Confraternita dell'Annunziata che ha in essa ancora la sua sede.

 

 

Anonimo Annunciazione – Sec. XV

L'interno della chiesa è ricchissimo di opere d'arte:

Onofrio Gabrieli

Natività - sec. XVII.

E' un'opera fra le più belle che possieda la chiesa: L’opera pittorica è in parte rovinata dall'annerimento eccessivo dei colori, che rende difficile anche la riproduzione fotografica. E’ un'opera del seicento attribuita ad Onofrio Gabrieli, grande artista che in tante delle sue opere si rifà all’arte tenebrosa della scuola del Caravaggio. Delicatissimo il profilo della Madonna, soffuso di alta spiritualità. 

 

Onofrio Gabrieli

Madonna del Rosario - sec. XVII.

Dipinto nel periodo che l’artista soggiornò a Randazzo ospite del fratello, è un quadro di gran pregio. Delicatissimo e pervaso di luce intesa il bellissimo volto della Vergine seduta in trono e attorniata da una schiera di Angeli. In basso al centro della scena San Domenico offre la Corona del Rosario a Santa Caterina da Siena. Il quadro si presenta parzialmente rovinato e sarebbe bisognevole di un pronto restauro. 

 

 A. Bova

Quadro di San Gaetano - sec. XVII.

Proviene dalla Basilica di Santa Maria Assunta in cui, fin dal principio del secolo, occupava il posto dell'attuale quadro del Battesimo di Gesù, sopra il Fonte Battesimale. Il quadro venne trasferito nella Chiesa dell’Annunziata nell’anno 1895 in quanto filiale della Basilica Pontificia. Alcune schegge dei bombardamenti aerei che nell’estate del 1943 interessarono la città di Randazzo lo hanno parzialmente danneggiato.

 

  Anonimo

 Statua di San Silvestro Papa - 1766.

La Chiesa dell’Annunziata era in origine dedicata a San Silvestro Papa, la statua in stile baroccheggiante rappresenta un’importante testimonianza della memoria del Tempio. In questa chiesa venne accorpata l’ormai abolita chiesetta trecentesca di S. Maria di Loreto che a suo tempo diede il nome all’attuale vicina piazza.

 

  M. Scuderi

 Gruppo scultorio in legno dell'Annunziata - 1840.

Opera pregevole di fine scultura in legno, in cui la presenza dell'Angelo fa riscontro alla decorosa umiltà della Vergine, rese con grande efficacia da una tecnica provetta. Il volto della Madonna sarebbe stato modellato sulle fattezze di una fanciulla della famiglia Garagozzo.

 

Di particolare interesse, come avevamo già avuto modo di accennare, la porta di ponente della chiesa: In pietra lavica, con pinnacoli che danno ad essa un aspetto singolare: E' opera del seicento ed è adorna di due epigrafi di cui una del tutto indecifrabile:

1^ Epigrafe:  “ AVE MARIA GRATIA PLENA “

2^ Epigrafe:  “ D.O.M. PHSPAI P. - 1678 “

  

Il portale di ponente della chiesa da cui si accede ai locali della sacrestia

 

[1]  S. Rizzeri – Le Cento Chiese di Randazzo, Ediz. Artemide, Catania 2007, op. cit. n. 109.