La Vara di Randazzo

La Vara di Randazzo

CHI MUOVE IL CARRO

La “Vara”di Randazzo  

di Salvatore Rizzeri

 

Tra le tante manifestazioni a carattere religioso e folkloristico della città di Randazzo, un gusto particolare assume la festa dell’Assunta del 15 Agostro. Manifestazione solenne particolarmente caratterizzata dalla sfilata del maestoso carro trionfale della “VARA“, macchina certamente meravigliosa ed unica nel suo genere che da oltre quattro secoli da sfoggio della sua bellezza ed originalità, percorrendo nei due sensi il Corso Umberto I°, l’antica Via Soprana.

Il carro trionfale alto 20 metri circa è costituito da una base di 16 metri quadrati nel cui centro si innesta un robusto tronco di legno rinforzato da sbarre di ferro che fa da supporto alle varie scene realizzate su tre distinti piani simboleggianti i misteri della vita della Vergine: la Dormizione, l’Assunzione e l’Incoronazione. 25 bambini in costume d’epoca, disposti lungo l’asse verticale la animano e la rendono viva con i loro canti.

Le sue origini, come affermano gli storici locali e lo stesso Don Virzì, sono da ricondursi alla seconda metà del 1500 e si collegano certamente alla venuta a Randazzo dell’Imperatore Carlo V nell’anno 1535, quando nel suo viaggio da Palermo a Messina, attraverso la “Via dei Monti” il 18 ottobre giunse e si fermò per tre giorni nella nostra città.

La delegazione randazzese, invitata ad accompagnare il sovrano a Messina, ebbe così modo di stupirsi e meravigliarsi ammirando lo sfarzo e la magnificenza del carro trionfale dell’Assunta che in quell’occasione venne montato e fatto sfilare dai messinesi, per essere ammirato dall’Imperatore, nonostante il ferragosto fosse già passato da oltre due mesi.

Al ritorno a Randazzo fu la stessa delegazione a riferire e a darsi da fare per realizzare anche a Randazzo un carro trionfale ad imitazione di quello ammirato nella città dello Stretto.

Nonostante la generosa ed instancabile opera di ricerca del dotto salesiano sulla base delle scarne notizie tratte dai pochi documenti in possesso della chiesa di Santa Maria, pur essendo riuscito a ricostruire la complessa storia del carro trionfale dell’Assunta e di tutto ciò che intorno ad esso ruotava, non si è avuto modo di conoscere ne a chi possa essere attribuita la paternità dell’idea, ne chi possa ver realizzato il progetto.

Gli storici municipali e lo stesso Don Virzi azzardano l’ipotesi che l’ispiratore ed esecutore del progetto possa essere stato il grande architetto del Senato Messinese ANDREA CALAMECH, in quegli anni a Randazzo per sovrintendere ai lavori di restauro delle chiese di Santa Maria e di San Nicola. Così come non è da scartare l’ipotesi secondo cui l’idea ispiratrice della realizzazione del carro trionfale possa essere stata data dall’opera pittorica di Giovanni Caniglia, datata 8 agosto 1548, che tuttora trovasi posta nella cappella absidale del Crocifisso nella chiesa di Santa Maria.

Il dipinto assume infatti, come afferma anche il Prof. Salvatore Agati nella sua opera “ Randazzo una città Medievale”, l’aspetto di un trittico verticale in cui risultano sovrapposte tre distinte scene: “La Dormitio” in basso, “l’Assumptio” al centro, “La Glorificatio” in alto.

Bisogna anche ricordare che ancora prima della comparsa della “Vara” a Randazzo, in quel particolare periodo dell’anno, per concessione regia si svolgeva sia la famosa “Fiera Franca” con le fantastiche “corse del palio”, sia la “cavalcata”, costituita da una lunga fila di cavalieri, soprattutto giovani rampolli della nobiltà locale, che per l’occasione sfoggiavano eleganti e sfarzosi costumi dell’epoca.

Per un esame storico più completo ed approfondito dell’argomento raccomandiamo la lettura della sopracitata opera.

Vorrei invece qui soffermarmi su quello che è l’oggetto del tema: - Chi muove il carro -.   Oscuri personaggi, artisti e artigiani di grande valore si sono succeduti nel corso dei secoli alla realizzazione materiale e alla buona riuscita della festa. Sarebbe certamente grave manchevolezza non ricordare quelli di cui conosciamo i nomi.

Nel 1765 Mastro Francesco Emanuele, nella prima metà del secolo XIX Mastro Raffaele Gigante che accudì al completo rifacimento della Vara dopo che la stessa non veniva più realizzata da molto tempo, per giungere fino agli anni successivi al secondo conflitto mondiale, quando veniva celebrata ogni quattro o cinque anni.

Negli ultimi 50 anni la sua realizzazione si deve all’opera fattiva degli Arcipreti della chiesa di Santa Maria: Mons. Giovanni Birelli, Mons. Vincenzo Mancini e più di recente Padre Vincenzo Calà e Padre Domenico Massimino. Le autorità religiose ed ecclesiastiche si sono poi sempre avvalsi dell’opera e della collaborazione di formidabili artisti ed artigiani che con il loro impegno e soprattutto con la bravura che li contraddistingue, rendono tutt’ora possibile lo svolgersi di questa manifestazione unica nel suo genere: Don Antonio G. Dilettoso, A. Alfredo Cocivera, Vincenzo Rotella, Santo Anzalone, Roberto Furnari, l’Architetto Charlie Musarra, solo per citarne alcuni; tutte persone sulle cui spalle grava anche l’ardito e delicato compito di riconsegnare, con l’aiuto e la benedizione dell’Assunta, sani e salvi ai propri genitori i 25 fanciulli che fanno da cornice e rendono vivo questo maestoso ed originalissimo carro trionfale[1]

Randazzo, 18 Giugno 2018                                                                             

                                                                                                                                                          

[1] S.re Rizzeri: - Le Cento Chiese di Randazzo, I Conventi e i Monasteri Ediz. Artemide, Catania 2008